6 luglio 2013 – Articolo di Francesco Rossi tratto dall’Agenzia Sir

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Ad Assisi l’incontro nazionale sul tema “Dentro le periferie. Riannodare i legami in un tempo di frammentazione”. Da monsignor Mariano Crociata l’invito a guardare all’Europa come “la casa comune”: “Il rinnovo del Parlamento europeo interpella i cattolici italiani e li chiama a offrire il proprio contributo per la costruzione di un’Europa sociale dei popoli”. Franco Pasquali: “Ricreare un clima di partecipazione”. Interventi di Pasquale Ferrara, Cesare Mirabelli, Aldo Bonomi e Luigi Alici
 
La politica, in fin dei conti, non è avulsa dalla società; la sua frammentazione, anche di recente sperimentata, è segno di una più vasta lacerazione a livello sociale e ci consegna “l’immagine di un Paese per molti versi diviso, smarrito, deluso”. Non concede sconti l’analisi proposta oggi ad Assisi da Retinopera, in occasione del suo incontro nazionale sul tema “Dentro le periferie. Riannodare i legami in un tempo di frammentazione”. Di “frammentazione riconoscibile a vari livelli” parla appunto il messaggio consegnato in apertura dei lavori dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, che invita il Paese a “riannodare i legami, mediante nuovi percorsi di collaborazione e manifestazioni di unità, sia al proprio interno sia negli orizzonti più ampi dell’Europa e del mondo”. Già, perché Retinopera non intende limitarsi a una fotografia dell’esistente, ma vuole proporre “strumenti nuovi, coaguli di azione sociale” per “ridisegnare, ripensare, rigenerare”, secondo il coordinatore Franco Pasquali. Uno strumento per dare “lenti di lettura” della realtà che stiamo vivendo è l’Osservatorio del bene comune (promosso da Retinopera e del quale domani verranno presentati dati su famiglia e lavoro); passo successivo è “ricreare un clima di partecipazione”, perché non può lasciare indifferente “il fatto – ha dichiarato Pasquali – che quasi il 50% della popolazione non voti, ovvero non intervenga per decidere il futuro della nostra società”. “Riannodare legami è una missione che appartiene alla Chiesa”, ha annotato nel saluto iniziale il custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti, citando san Francesco, mentre l’arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha ricordato che “la storia si fa nel segno dell’alleanza, di un Dio che cammina con l’uomo”.

Guardare all’Europa e al mondo. Lo sguardo non è rivolto solo all’Italia, ma all’Europa e oltre. “Alla ‘casa comune’ europea è necessario riservare un’attenzione particolare, anche in considerazione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in calendario per il 2014: un appuntamento – ha sottolineato Crociata – che interpella i cattolici italiani e li chiama a offrire il proprio contributo per la costruzione di un’Europa sociale dei popoli, cosciente delle sue radici e interprete di una civiltà autenticamente umana”. Al contesto internazionale il seminario si è rivolto con il contributo di Pasquale Ferrara, segretario generale dell’Istituto universitario europeo, per il quale “non c’è corrispondenza fra il ruolo che alcuni Paesi svolgono nel contesto internazionale e il loro peso politico”. Nel mirino c’è il Vecchio Continente, che in un mondo multipolare si vedrà ridimensionato, ma di fronte a Paesi emergenti – i cosiddetti Brics – che “si considerano egemoni nelle rispettive aree” deve “trasformare la crescente polarizzazione del potere mondiale” portandolo all’interno delle istituzioni multilaterali.

È ora di seminare. Per rinsaldare i legami sociali e riannodare il tessuto politico bisogna, innanzitutto, “progettare il futuro”. “Senza nostalgia”, ha avvertito il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, ma “avendo consapevolezza delle capacità che il mondo cattolico ha saputo esprimere nel nostro Paese”. Anche oggi, ha detto Mirabelli ai rappresentanti di associazioni e movimenti del mondo cattolico, “possiamo elaborare una proposta che dia lo spessore della visione cristiana”. Senza lasciarsi scoraggiare da quel “solvente” che ha “scavato in profondità” e reso la nostra società “liquida”, ma consapevoli – è la tesi del sociologo Aldo Bonomi – che “siamo in tempi in cui il collante è dato dalla capacità di artificio di ognuno di noi”. Certo, “i conflitti sono il tallone d’Achille della nostra società”, ha osservato Luigi Alici, docente di filosofia morale all’Università di Macerata, però “un cristiano, fedele al dogma trinitario, non può dimenticare che all’origine di tutto c’è il legame”, e dunque “dal mondo cattolico deve venire un nuovo progetto” che sia “a lunga scadenza”. Scuola, famiglia, welfare sono temi sui quali “dire qualcosa di credibile a partire da una comunione ecclesiale vissuta in modo reale”, ha aggiunto Alici usando l’immagine della semina. I frutti poi verranno, ma l’importante, oggi, è seminare.