Programma per una cultura dell’incontro

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Itinerari di Retinopera (2015-2016)

Per una cultura dell’incontro, per diventare popolo, per essere fedeli cittadini.
Le parole di papa Francesco sostengono e illuminano il cammino di Retinopera in questo peculiare momento storico. A partire da questa ispirazione e dalle finalità proprie del suo Statuto oggi Retinopera con le sue 19 componenti (associazioni, movimenti, enti…) avverte fortemente il bisogno di dare un contributo a combattere quella cultura dello scarto che sta plasmando anche la società italiana. Cultura dell’incontro è invece la traccia fondamentale che orienta il nostro lavoro comune, il nostro modo di prendere posizione anche nell’attuale momento politico-socialeeconomico: incontro tra le nostre organizzazioni al servizio di un incontro ben più ampio, di un incontro con tutti, con tutte le persone di buona volontà. Non uno slogan fine a se stesso, ma la passione per la vita di ogni persona (i piccoli e gli anziani, le persone sole….i poveri) perché ciascuno possa sentirsi parte della vita della comunità.
In questa prospettiva l’impegno di Retinopera, per il 2015-2016, si svilupperà nell’attenzione agli ambiti indicati di seguito nella consapevolezza che si tratta di percorsi non esauribili nello spazio di un anno ma destinati a continuare con ulteriori impegni e approfondimenti e nella consapevolezza che ci inseriamo nel solco di un cammino precedente. L’indicazione di ambiti di impegno, individuati dal comitato esecutivo a partire dalle indicazioni dello scorso comitato direttivo, rappresenta uno spazio di apertura che Retinopera propone programmaticamente, ma che naturalmente non esaurisce l’attenzione a tutte le situazioni che potranno rendere necessario il suo impegno e la sua presa di posizione a partire dalle sue proprie finalità.

1. Per una nuova ecologia integrale

La nuova enciclica di Francesco costituisce una vera e propria rivoluzione copernicana sulla concezione di ambiente come sistema di sistemi che deve essere contemplato e osservato alla luce di uno sguardo globale in cui è implicata anche una visione peculiare dell’uomo.
L’obiettivo di Retinopera potrà essere l’approfondimento di questa novità, mettendo in evidenza le “buone pratiche” nel campo della gestione sostenibile dei territori, delle imprese sociali che lavorano per un’economia circolare e della cultura dell’impegno “locale” per l’ambiente che passa attraverso l’esercizio di una responsabilità condivisa, l’attivazione di dinamiche virtuose cittadini-beni comuni a livello locale nella piena consapevolezza del carattere globale delle questioni. Cultura dell’incontro è saper abitare la nostra casa comune.

2. I migranti e gli scenari internazionali

La vastità dell’esodo che investe oggi l’Europa chiede di essere adeguatamente compresa (imparando a leggere la realtà del mondo intero e dell’Italia che accoglie) e pone, nello stesso tempo, la necessità di risposte consapevoli che sappiano anche limitare la conflittualità a livello politico e sociale. Appare inoltre fondamentale una diversa e alternativa informazione sull’accoglienza e sull’integrazione, sui germi di una nuova convivenza sociale che si fanno strada puntando su campagne informative a livello nazionale e sostenendo le realtà che vivono situazioni di tensione (es: località con centri di accoglienza, con situazioni problematiche… ) e insieme sostenendo le esperienze di impegno e di incontro. Cultura dell’incontro è cultura dell’accoglienza.

3. La responsabilità sociale d’impresa

Il cambiamento del modello economico dipende anche dalla responsabilità che ciascuna persona saprà esprimere attraverso percorsi di cittadinanza attiva, formazione sociale e animazione culturale.
L’obiettivo di Retinopera, correlato a questo ambito, potrà essere quello di costruire una valutazione dal basso che utilizzi una logica premiale, attraverso la costruzione di una graduatoria (rating) di soggetti economico-imprenditoriali che ispirano la propria azione imprenditoriale e organizzazione ai principi della responsabilità sociale, al rispetto dei diritti umani e della giustizia sociale, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione dei territori e delle culture locali. Cultura dell’incontro significa qui innescare dinamiche virtuose consumatori critici – imprese responsabili e anche in questo modo favorire una prima riflessione di Retinopera sulle problematiche del lavoro e del territorio.

4. Capitale civico, modelli di sviluppo, trasformazioni della politica. L’Italia ci sta a cuore.

Lo sviluppo autentico è profondamente spirituale: in che modo oggi i cattolici possono costituire una risorsa per un recupero in senso etico della democrazia e delle istituzioni? Potrebbe essere l’oggetto di un lavoro comune delle componenti di Retinopera per recuperare un’Agenda per il Paese anche muovendo dal percorso svolto, riuscendo a mettere insieme attenzione alle urgenze del momento (legalità e lotta alla corruzione……) e capacità di elaborazione di impegni e visioni di lungo periodo per il bene del nostro Paese (quale ruolo per i corpi intermedi..). Cultura dell’incontro significa cultura del bene comune. Da un punto di vista metodologico e non solo appaiono necessari i seguenti passi come coessenziali alla riflessione e all’impegno per i quattro singoli ambiti individuati nella consapevolezza della loro interrelazione:

a) Istruzione/approfondimento della problematica
b) Individuazione di dati relativi sul modello dell’Osservatorio
c) Seminario / Convegno di approfondimento del tema
d) Promozione o sostegno di campagne e/o buone pratiche relative al tema
e) Peculiare attenzione al profilo educativo delle questioni
f) Conoscenza di esperienze già in atto nelle nostre aggregazioni
g) Relazioni con istituzioni laiche ed ecclesiastiche, enti, rappresentanti politici.

Appuntamenti sui quattro temi nell’ordine su indicato:
– 27 gennaio, Palazzo Rospigliosi – Roma
– 9 marzo, Palazzo Rospigliosi- Roma
– 28 maggio, Pontificia Università Urbaniana – Roma
– 1-3 luglio Sala Stampa Sacro Convento – Assisi