L’EUROPA CHE VOGLIAMO

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Premessa
Il presente documento nasce dal confronto sul tema “L’Europa che vogliamo” tenutosi all’interno di
Retinopera, la rete di 20 organizzazioni del mondo cattolico che promuovono la loro collaborazione
per dare concretezza ai principi e contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa, così offrire tangibile
risposta alle sollecitazioni che emergono dagli Orientamenti Pastorali dei Vescovi italiani.
Con questo documento Retinopera si rivolge al Paese, sottolineando la presenza in Europa di una
crisi sistemica che prima che economica è spirituale, dunque antropologica e sociale. Una crisi che
investe, oltre che i singoli Paesi e i diversi Popoli, anche l’Europa come Comunità di Nazioni.
Un’Europa il cui fondamento rimangono le radici cristiane e che presenta criticità che vanno
storicizzandosi: il contrasto tra i grandi benefici materiali, sociali, ecologici e politici ottenuti fino
ad oggi, da un lato, e le forme di esclusione, povertà, disuguaglianza e perdita di fiducia, dall’altro;
la frattura tra chi crede ancora nell’esistenza di un comune progetto Europeo, da un lato, e chi sente
le istituzioni europee sempre più lontane, dall’altro.
“L’Unione Europea nasce come unità delle differenze e unità nelle differenze. Le peculiarità non
devono perciò spaventare, né si può pensare che l’unità sia preservata dall’uniformità. Essa è
piuttosto l’armonia di una comunità. I Padri fondatori scelsero proprio questo termine come cardine
delle entità che nascevano dai Trattati, ponendo l’accento sul fatto che si mettevano in comune le
risorse e i talenti di ciascuno. Oggi l’Unione Europea ha bisogno di riscoprire il senso di essere
anzitutto “comunità” di persone e di popoli consapevole che «il tutto è più della parte, ed è anche
più della loro semplice somma» e dunque che «bisogna sempre allargare lo sguardo per riconoscere
un bene più grande che porterà benefici a tutti»” (Papa Francesco, 24 marzo 2017)
Alla luce della situazione odierna, avanziamo le seguenti proposte in capo a 6 punti nodali per uno
sviluppo positivo dell’Europa che vogliamo.

1. Un’Europa democratica e partecipativa

Auspichiamo una conduzione più democratica delle Istituzioni europee, affinché il mandato
ricevuto dai cittadini rappresenti il comune interesse dei popoli. Vogliamo un’Europa della
centralità dei popoli, dei cittadini, della società civile, che tenga conto delle aspirazioni, dei sogni,
dei drammi delle persone e delle comunità. Un’Europa della dignità e della libertà, nella quale la
cittadinanza europea si eserciti responsabilmente nei luoghi di partecipazione, dibattito e
conoscenza, anche valorizzando le nuove forme di comunicazione digitale. Un’Europa che dia vita
a programmi mirati di formazione ed educazione alla cultura e al rispetto dei diritti umani e sociali,
nella quale la sovranità condivisa appartenga al popolo europeo, chiamato a esercitarla attraverso le
Istituzioni veramente rappresentative.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta di impegnarsi a promuovere la
partecipazione, la corretta informazione, la valorizzazione e dei corpi intermedi e dello spirito di
sussidiarietà a tutti i livelli, a cominciare dal ruolo della famiglia.

2.Un’Europa solidale e accogliente

Auspichiamo un’Europa dell’accoglienza e della solidarietà verso i soggetti più deboli, a partire da
coloro che fuggono dalla morte e dalla disperazione cercando nei nostri paesi rifugio e dignità, di
fronte ai quali sentiamo necessario un sussulto etico di noi tutti europei e un appello alla
responsabilità umanitaria dei governi dell’Unione Europea. Vogliamo un’Europa della fraternità, del
rispetto dei diritti umani, della lotta alle discriminazioni di ogni genere, della cooperazione e del
dialogo tra le religioni e le Chiese, nonché della costruzione della pace mondiale, richiamata dai
Trattati costitutivi dell’Unione. Riteniamo che il principio di solidarietà e di sussidiarietà, anch’essi
contenuto nei Trattati, abbia potenzialità di sviluppo ancora inespresse, e che le istituzioni europee
debbano promuovere l’inclusione e la protezione sociale, ridurre le disuguaglianze interne ed
esterne, rafforzare le competenze europee in materia sociale, lavorare per la realizzazione di un
assetto economico basato sul valore della persona e sulla solidarietà, e non sulla massimizzazione
del profitto e della competitività.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta la pratica della solidarietà e del rispetto
dei diritti umani, la ricerca di una politica comune ordinaria verso migranti e rifugiati fondata
sull’accoglienza e su una efficace integrazione – prendendo esempio anche da esperienze positive
come i corridoi umanitari -, nonché il rafforzamento del Pilastro Sociale dell’Unione1
, da
trasformare in un vero e proprio Social Compact che vincoli gli stati al pari del Fiscal Compact
(che oggi impone loro diverse clausole quali il rapporto deficit/Pil e il pareggio di bilancio) e che
sia promosso e difeso nelle politiche estere dell’UE.

3.Un’Europa del valore umano del lavoro e del lavoro per tutti

Auspichiamo priorità e dignità delle persone nel lavoro, in special modo dei giovani, per una loro
maggiore valorizzazione e occupazione; la tutela di tutti i lavoratori con misure di formazione,
accompagnamento e sostegno; la promozione di un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale.
Vogliamo una Commissione Europea che verifichi il rispetto delle misure volte alla creazione di
occupazione stabile e di qualità e che acquisisca poteri di vigilanza sul rispetto dell’inclusione
lavorativa, la riduzione della marginalità e la promozione di pari opportunità. Una Commissione
Europea che adotti standard di sostenibilità sociale, ambientale e fiscale, e contrasti la
disoccupazione, l’economia dello scarto, la corsa al ribasso sui diritti, l’elusione fiscale e le logiche
protezionistiche.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta la adozione dei valori umani del lavoro
quale criterio fondamentale dello sviluppo occupazionale, e l’impegno per la centralità della
persona nei processi produttivi, nelle finalità dell’economia e nelle modalità di gestione delle
organizzazioni produttive, di quelle sindacali e delle istituzioni di riferimento.

4.Un’Europa della promozione della cultura, della scienza e dell’arte

Auspichiamo la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale, artistico, musicale, scientifico,
orale e scritto, nei vari contesti, nazioni e macro regioni, la promozione dello scambio tra culture ed

https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights/european-pillar-social-rights-20-principles_it

esperienze umane, sociali, lavorative, la condivisione delle buone pratiche e l’interscambio tra
istituzioni, imprese, associazioni, comunità e individui. Vogliamo un’Europa che sostenga la
costruzione comune di una identità laica europea, all’interno della quale si tenga conto di tutte le
espressioni sociali e religiose diffuse sul territorio europeo, perché si rafforzi la generatività di
processi unitari per la costruzione di una cultura interumana centrata sul dialogo.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta di valorizzare i diversi patrimoni sociali e
culturali dei popoli che la compongono; di educare i giovani a operare concretamente in forma
congiunta per costruire una Europa dell’ambiente, della cultura e della scienza; di fissare quote
percentuali di prodotto interno per investimenti nella ricerca, nell’istruzione e nelle infrastrutture.

5.Un’Europa dello sviluppo sostenibile e dell’economia integrale

Auspichiamo un’Europa che sappia fare le scelte giuste per uno sviluppo economico e sociale
circolare e sostenibile e che rafforzi le priorità della politica rispetto a strategie economicistiche.
Un’Europa che diventi una forza protagonista a livello globale in sintonia con gli obiettivi di
sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 e gli Accordi di Parigi sul clima, protesa a rinnovare i
principi fondativi del progetto europeo in materia di ambiente, energia e sviluppo integrale della
persona e del pianeta. Un’Europa che si preoccupi responsabilmente della qualità del proprio
territorio e del proprio ambiente naturale, sociale ed umano, e di promuovere l’accesso ad un cibo di
qualità per tutti.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta di lavorare per lo sviluppo di una
governance istituzionale dei sistemi finanziari, che ridia alla finanza il ruolo di “strumento” al
servizio dell’uomo e di promuovere un serio contrasto alla esclusione sociale e materiale, per l’uso
responsabile delle risorse del pianeta e per l’ecologia integrale.

6.Un’Europa del Terzo Settore e dell’associazionismo e della gratuità
Auspichiamo il pieno e costruttivo coinvolgimento delle associazioni di base, ed in particolare di
quelle giovanili, ed una politica che sappia coniugare la volontà di miglioramento della qualità della
vita, della dignità umana, del rispetto dei diritti, espresse da quanti operano in modo gratuito per gli
altri e per il bene comune e dal Terzo Settore. Vogliamo un’Europa che favorisca lo sviluppo di reti,
di aggregazioni e di cooperazione tra associazioni ed espressioni della società civile, quali strumenti
per il rafforzamento di un’identità europea pacifica e solidale, e la definizione comune di ruolo,
funzioni e prerogative delle realtà del Terzo Settore e del volontariato, anche in termini fiscali.
Raccomandiamo a noi stessi ed alla società italiana tutta un maggiore e distintivo impegno nelle
sedi e nelle forme con le quali la società civile si aggrega ed esprime le proprie aspettative,
necessità ed orientamenti valoriali.
Gennaio 2019

 

I firmatari della RETE: ACI Azione Cattolica Italiana – ACLI Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani – AGESCI –
Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – C.d.O. Compagnia dello Opere – CIF Centro Italiano Femminile –
Comunità di Sant’Egidio – CONFCOOPERATIVE – COLDIRETTI – CSI Centro Sportivo Italiano – CTG Centro
Turistico Giovanile – CVX Comunità di Vita Cristiana – FOCSIV Volontari nel mondo – FONDAZIONE G. TONIOLO
– F.U.C.I. Federazione Universitaria Cattolica Italiana – ICRA International Catholic Rural Association – MASCI
Movimento Adulto Scout Cattolico Italiano – MCL Movimento Cristiano Lavoratori – MOVIMENTO DEI FOCOLARI
Opera di Maria – RNS Rinnovamento nello Spirito Santo – UNEBA Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Ass.za
Sociale.