Crisi: la prima classifica delle Regioni più buone d’Italia

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“Presentazione dell’Osservatorio del Bene Comune di Retinopera”
 
 
 
Promuovere una prospettiva d’analisi territoriale centrata sulla nozione di bene comune in un’ottica cristiana. Il Sud premia la famiglia e la persona: prime rispettivamente Campania e Sicilia. Il Nord continua ad essere la locomotiva economica del Paese. Il Trentino Alto Adige la Regione premiata dal Bene Comune.
E’ quanto è emerso questa mattina nel corso del Seminario, promosso da Retinopera, sul tema: “Dottrina sociale e confronto con il Paese: l’Osservatorio del bene Comune”.
Il lavoro presentato, di cui si allega il testo, è frutto di un’applicazione sperimentale di indicatori statistici regionali ufficiali letti alla luce della definizione di Bene Comune indicata nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica. In particolare, una selezione di indicatori statistici provenienti dalle fonti pubbliche più autorevoli, ISTAT, INPS, INAIL, MINISTERO GRAZIA E GIUSTIZIA, BILANCI DEGLI ENTI PUBBLICI, sono stati sintetizzati con metodi e tecniche di elaborazione statistica secondo la chiave di lettura del Bene Comune e dei principi ad esso legati: centralità della persona e dei suoi diritti inviolabili, solidarietà e sussidiarietà. Ne esce un’Italia a tratti diversa e in controtendenza rispetto alle solite visioni economiche che la dipingono avanzata e ricca al Nord e arretrata e povera al Sud. 
Nei riguardi della tutela ambientale, nelle prime due posizioni spiccano il Trentino A. A. con il punteggio di 3,73 e la Lombardia con 3,01, ma risalta il 4° posto della Sardegna con il punteggio di 2,83 e l’8° della Campania con 2,42. Anche in questo caso spiccano due regioni del Sud credute arretrate, in posizioni alte della classifica. Sotto questo profilo, le regioni del Nord Italia mostrano di avere intrapreso prima di altri la strada del cambiamento, non solo nella coscienza ambientale, ma anche negli investimenti necessari  a rendere tale coscienza una realtà vissuta anche dai cittadini che vi devono aderire. La partecipazione attraverso i corpi sociali intermedi, vede il Veneto con il punteggio di 3,21 al primo posto, seguito dal Trentino con 3,17. Il Sud non riesce ancora a promuovere una partecipazione sociale diffusa: troviamo infatti la prima regione, la Sicilia, solo al 14° posto con il punteggio di 0,95. Sotto questo profilo, la partecipazione alle organizzazioni sociali va incrementata, poiché è un fattore fondamentale anche per la fuoriuscita da logiche personali e familiari e di ingresso nella società civile.
Il bene comune nell’ottica familiare vede regioni del Nord e del Sud fianco a fianco, soprattutto in quelle regioni dove la cultura della famiglia si coniuga con i valori tradizionali della cultura popolare e di quella cristiana. La Campania ottiene il primato con il punteggio di 2,81, seguita dal Trentino A. A. con il punteggio di 2,42, dal Veneto con 2,24 e dalla Calabria con il punteggio di 2,10. Ecco che l’ottica del Bene Comune propone una prospettiva inedita: la tenuta dei valori della famiglia e il mutuo aiuto tra i propri componenti diventano oggetto di attenzione al pari degli indicatori economici. Dal punto di vista economico e del benessere materiale, (Economia e Lavoro) le regioni settentrionali costituiscono ancora oggi un vettore di bene comune. L’Emilia-Romagna è prima con il punteggio di 3,12, la Lombardia è seconda con 3,05, al terzo posto il Lazio con 2,97; seguono Friuli V. G., Piemonte e Veneto. La prima regione del Sud,  la Campania, si colloca al 14° posto con il punteggio di 1,49. Il Nord organizza e valorizza la produzione di beni e servizi materiali meglio che altrove. L’innesto del Lazio tra di esse è dovuto alla presenza nella capitale di un forte numero di ricercatori e di centri di innovazione e di produzione di brevetti a fini scientifici e di utilizzo industriale, indicatori di sviluppo economico inseriti in questo ambito. Come nel caso dell’ambito “famiglia”, il bene comune relativo alla sfera della persona attraversa trasversalmente l’Italia, e vede primeggiare diverse regioni del Meridione: la Sicilia è prima con il punteggio di 2,71, la Puglia è seconda con 2,43, la Campania è terza con 2,42, accanto ad alcune regioni del Nord  come il Trentino-Alto Adige 4° con 2,23, seguito dal Veneto con 2,06 e la  Valle d’Aosta con 2,05. In un’ottica globale e non parziale, l’Italia delle persone e delle famiglie è certamente più omogenea dell’Italia del benessere economico. La dignità della persona e le sue inesauribili risorse pongono quest’ultima al centro dei rapporti in cui lo Stato deve intervenire in via sussidiaria e non principale nel determinare il bene comune della società. Così lo Stato si pone al servizio del cittadino valorizzando il genio e la creatività dei corpi intermedi, genio che si esplica attraverso le numerose forme di servizi erogati dal mondo associativo, cooperativo e del volontariato italiano. Ecco infatti che nella graduatoria Stato e servizi troviamo quindi Trentino A. A. con il punteggio di 3,46 al primo posto, seguita dal Piemonte con 3,38 e dal Veneto con 2,76. All’11° posto troviamo la Campania con il punteggio di 1,64 che riesce comunque ad essere migliore rispetto alla Lombardia che la segue al 12° posto con il punteggio di 1,58. Dal punto di vista della Società sono stati analizzati indicatori quali sicurezza, incremento della popolazione e presenza degli immigrati. A ben vedere, la società non è soltanto criminalità e solitudine, ma anche apertura all’altro e accoglienza. Un fenomeno sociale che si riflette beneficamente anche su altri aspetti del Bene Comune, quale la produzione economica e il dinamismo demografico in una società sempre più globale. Così troviamo il Trentino A. A. al primo posto con il punteggio di 3,26, seguito dal Friuli Venezia Giulia con 2,77 e dalle Marche con 2,73. La prima Regione del Sud è la Basilicata al 7° posto, con il punteggio di 2,25, seguita dal Molise al 9° posto con 2,15. La Campania è fanalino di coda con 1,21 ma risalta all’occhio la Liguria penultima con 1,32. Se l’Italia del Bene Comune per certi versi ricalca l’Italia del benessere socio-economico, con un Nord che ha migliori “condizioni di vita economiche e sociali necessarie per il raggiungimento del Bene Comune” ma con minore capacità di tenuta dei rapporti familiari e minori attenzioni alle persone, l’allargamento della prospettiva alla persona, alla famiglia e alle organizzazioni sociali tratteggia un quadro specifico meno scontato e certamente più ricco che fa riemergere un Sud ricco di legami familiari e personali. Dal quadro generale esce un’Italia con il Nord ancora trainante: il Trentino A. A. è primo assoluto con il  punteggio di 20,67, seguito dal Veneto con 18,45, la Lombardia con 16,34 e il Piemonte con 16,06. Il Centro-Sud si afferma come una realtà dinamica e in grado di reagire al declino del Paese: il Lazio si colloca all’8° posto con il punteggio di 12,68 e la Campania subito dietro al 9° posto ottiene 12,65. La Puglia al 14° posto con il punteggio di 10,47 fa da traino alle restanti regioni del sud nella direzione di un benessere equilibrato tra economia e promozione della persona. “Il bene comune quindi non può essere solo ricchezza economica e rispetto dell’ambiente” – aggiunge Franco Pasquali -, “ma deve essere anche dignità della persona, ricchezza di relazioni e capitale sociale, in un equilibrio di aspetti materiali, immateriali e spirituali che, unico, può garantire un miglior raggiungimento della propria perfezione, come recita il Compendio. L’Italia del bene comune è un vestito tessuto con fili i più diversi, la cui bellezza sta proprio nelle trame multicolori che riesce a tessere”.