18-20 settembre 2009, Assisi, Seminario nazionale, “Carità, verità e sviluppo integrale”

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I vescovi: crisi dai molteplici risvolti,
i cattolici diano uomini retti al Paese

ASSISI
Il mondo cattolico è stato «provvidenziale» nella storia dell’Italia: oggi deve ricompattarsi e ricucire i suoi «legami e connessioni» per contare di più, e «dare un contributo importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni»: è l’indicazione che Mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, consegna al convegno ad Assisi di “Retinopera”, cartello che riunisce le principali organizzazioni cattoliche del Paese.

Come il resto del pianeta, anche l’Italia, continua il numero due dell’episcopato italiano, si sta misurando con una crisi economica dai molteplici risvolti, «la cui auspicabile uscita potrà determinare nuovi assetti e inedite prospettive». Per questo – dice, citando l’ultima enciclica di Benedetto XVI, la “Caritas in Veritate” – «lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello al bene comune». Sul tema caldo, specie in queste settimane, dell’impegno dei cattolici in politica, parla anche mons. Arrigo Miglio, responsabile degli affari sociali e del lavoro dell’episcopato nazionale. «Noi mondo cattolico – afferma – abbiamo da offrire all’Italia di oggi qualcosa di molto diverso da quello che viene offerto ogni giorno e l’Italia ci chiederà in “solido” della nostra responsabilità ; non verremo interpellati come singoli movimenti, ma come insieme».

Di qui, l’appello del presule – che ripropone alla lettera una frase pronunciata dal Papa lo scorso anno a Cagliari – per una nuova generazione di politici cattolici. Di qui, la promessa che la Chiesa cattolica festeggerà, nel 2011, i 150 anni dell’unità di Italia, pur se quell’evento segnò la fine del Regno pontificio e gravi tensioni tra i cattolici dell’epoca. Le celebrazioni – spiega il vescovo – ci aiutano a capire il «patrimonio» comune del Paese, le «nostre radici antiche». Anche se forme di federalismo, nell’ambito di un «quadro costituzionale», possono essere accettate, esse – ammonisce Miglio – non devono ledere il concetto di solidarietà. «Un Italia separata in qualsiasi modo dal Sud, sarebbe un’Italia più povera». «La chiesa – sintetizza – lavora perchè il Paese resti unito e non si indebolisca». La platea segue attenta: il coordinatore di “Retinopera”, Franco Pasquali, in sfida alla Lega, invita i cattolici a tornare a presidiare il territorio, oltre che a riconquistare temi come l’ambiente. Il dibattito è appena agli inizi. Già domani i principali rappresentanti dell’associazionismo cattolico si confronteranno sul che fare, all’ombra della grande basilica di San Francesco di Assisi.